Al Casalinuovo di Catanzaro lo spettacolo "la rivolta di Casignana", tra memoria e futuro

Catanzaro - Francesca Prestia ‘a cantastorij presenta: “La Rivolta di Casignana” domenica 30 maggio 2010 alle ore 21,00 presso l’Auditorium Casalinuovo di Catanzaro l’ingresso è libero. E’ il racconto della prima rivolta contadina nella Calabria degli anni venti; trae ispirazione dal libro “I fatti di Casignana” dello scrittore calabrese Mario La Cava e da testimonianze dirette. La narrazione è intervallata dai canti popolari italiani e calabresi che caratterizzarono quel periodo storico.
Lo spettacolo musico-teatrale sponsorizzato da Assoformac, Ardis,Coldiretti Calabria e patrocinato dall’assessoratoalla cultura del Comune di Catanzaro “La Rivolta di Casignana” nasce da una ricerca sulla storia delle lotte contadine in Calabria.
A Casignana vi era una esigua fascia di borghesi e piccolo-borghesi, una folla di contadini e braccianti, pochi padroncini che speculavano sugli affitti delle terre. Al centro, la lotta tortuosa e inesorabile per il controllo del potere municipale; nel cuore di contadini e braccianti l’aspirazione alla terra e al lavoro; e tra l’una e l’altro i trionfi le paure i raggiri dei pochi che rafforzatisi con affitto, commercio o lavoro professionale miravano al potere municipale sfruttando o contrastando l’aspirazione dei contadini e dei braccianti alla terra e al lavoro. Una realtà che non differiva più di tanto da quella di tutte le altre comunità della zona e del resto della Calabria.
Malgrado la fine della feudalità fosse stata decretata più di un secolo prima, nel 1806, la borghesia agraria era rimasta incrostata di feudalesimo, retaggio abbondantemente sopravvissuto. La purulenza lasciata dalla prima guerra mondiale, rimaneva ancora tutta e minacciava di aggravarsi ulteriormente, generando sconforto e irritazione, soprattutto in quei contadini che, da soldati, la guerra l’avevano vissuta sulla propria pelle, e che in trincea avevano avuto la promessa di avere assegnate, finalmente, le terre incolte rivendicate da sempre per sopravvivere, in gran parte demaniali e usurpate dagli agrari, latifondisti e non.
Erano tempi duri per i contadini del Meridione d’Italia, per i contadini della Calabria! La terra da coltivare rappresentava, per loro, la sola possibilità per sfamare in qualche modo la famiglia, poiché le possibilità occupazionali erano zero, e l’unica alternativa era emigrare. Così iniziò la lotta per rivendicare un loro sacro santo diritto. La storia non fa salti e oggi il mercato è tornato a credere nella terra, e tale processo va aiutato e sostenuto correttamente, applicando giuste regole senza prestare il fianco a stratagemmi che falsano la realtà per continuare a mantenere indebite posizioni di predominio a favore di attori di filiera diversi dai produttori agricoli. La rivolta e la strage del 21 settembre del 1922, rappresentano un tragico momento di un percorso di emancipazione popolare calabrese. Nello spettacolo musico-teatrale “La Rivolta di Casignana” viene rievocata questa pagina di storia conclusasi nel sangue. Ancora una volta si volge lo sguardo al passato della terra di Calabria, rileggendone alcune pagine che hanno visto intrecciarsi interessi di sangue e schieramenti politici, rancori personali e ideali sociali. La sceneggiatura originale dello spettacolo, scritta da Francesca Prestia, trae ispirazione da documenti storici. Gli attori sono Aldo Conforto, Salvatore Conforto, Romina Mazza e Claudia Olivadese. Il produttore esecutivo Domenico Marino .  Le musiche, che accompagnano la narrazione dello spettacolo, sono eseguite dal vivo da strumentisti e cantanti; alcune appartengono alla tradizione popolare calabrese, altre sono opere composte dalla cantautrice popolare Francesca Prestia. Sono eseguite con strumenti musicali acustici e tradizionali (chitarra classica, chitarra battente, organetto, tamburelli, lira calabrese, zufoli, violoncello, violino, fisarmonica, ecc.). I musicisti sono Sergio Uccello, Luciano Spagnolo, Salvatore Fiorentino, Andrea Bressi.
( Clara Varano - www.infooggi.it )

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