Calcano le scene da oltre dieci anni

E il ventisei maggio porteranno in scena "Gli Uccelli" di Aristofane
ALCUNI stralci tratti dal diario del cast de “Il Borghese” di Molière inscenata in città tempo fa sfatano ogni dubbio su cosa rappresenti il palcoscenico per i ragazzi deIl`Istituto tecnico commerciale “B.Grimaldi" oltre a definire perfettamente quali emozioni essi provano ogni qualvolta si trovano a calcare le scene. Emozioni miste al terrore di confrontarsi con il grande pubblico, alla paura di dimenticare le battute, di non essere all'altezza della situazione. Ed ancora di sbagliare i tempi. Perchè si sa nel cinema tutto è più semplice, Il contatto con la platea non è cosi diretto ma soprattutto nel cinema ogni ciak sbagliato, fuori tempo, può essere ripetuto fino all'infinito, per raggiungere la perfezione. Sul palcoscenico tutto è diverso: quando si alza il sipario tutti gli occhi sono puntati su di te, scrutano ogni tua mossa. Quegli stessi occhi che da te si aspettano grandi cose. Dunque nessuna pausa inutile, nel teatro tutto è calcolato, ogni movimento, ogni parola. persino ogni sospiro ha un suo preciso significato nel conteso generale della rappresentazione. Ma i ragazzi dell' Itc “Grimaldi” lo sanno bene. Fanno di tutto per non sbagliare, facendo appello a tutto ciò che hanno imparato anno dopo anno. Mettendo in gioco se stessi. Riescono così bene nel loro intento tanto da rimanere sulla scena da oltre dieci anni. Dieci anni durante i quali hanno impreziosito, commedia, dopo commedia, curriculum delle attività teatrali. Seguono corsi rigidi di dizione, recitazione, mimica e impostazione della voce. Poi la scelta dell'opera da rappresentare. Dopo “Il Borghese Gentiluomo" di Molière (un successo di pubblico ed applausi) quest'anno, venerdì ventisei maggio, i ragazzi si confronteranno con “Gli Uccelli", una commedia di Aristofane, considerata il capolavoro del poeta greco rappresentata per la prima volta nel 414 a.C. Una scelta non causale ma che trova la motivazione nella freschezza dei personaggi e nell'attualità del tema che propone quello della politica e della morale in cui il sogno originario di una città di pace e di piacere si è trasformato in una città di piacere aggressivo e quindi di guerra. Lo scopo dichiarato è che “Gli Uccelli" si sostituiscano agli dei creando un mondo alla rovescia, dove sia lecito tutto ciò che tra gli uomini è vietato. E così vengono aboliti i tabù relativi alla famiglia e l'ordinamento civile, non si è tenuti al rispetto della famiglia. Sono scelte non causali quelle che docenti e discenti "inseguono", ma scelte motivate. Ogni rappresentazione intende perseguire obiettivi precisi quali ad esempio valorizzare le potenzialità degli allievi, impegnare i ragazzi in attività alternative per favorire la loro socializzazione con compagni e docenti. O ancora esaltare la figura femminile quale fautrice di pace dei popoli. Come accadde quando portarono sul palcoscenico “Lisistrata" di Aristofane. Per portare alla ribalta, sottolineandola, la concezione pacifista delle donne greche. « Perché la donna di oggi al pari di quella greca deve imparare ad essere protagonista del proprio tempo››. O ancora quella volta de "Il Borghese Gentiluomo". La scelta dell'opera allora. trovò la sua motivazione nella modernità della sua tematica, il contrasto tra l'essere e l'apparire. Una commedia che, con leggere modifiche, potrebbe rappresentare una storia dei nostri giorni. Quest'anno poi il gruppo si è arricchito della componente musicale, orchestra e coro, per aderire al nuovo progetto di offerta formativa. Senz'altro nella sua originale edizione il Coro greco non recitava ma creava una sorta di atmosfera canora ritmata e simile ad una musica così come aveva creduto di fare lo stesso Aristofane nel suo atto creativo. E in rispetto all'autore venerdì ventisei maggio è proprio questa l'atmosfera che si vorrà creare. Perché solo la musica classica potrà rendere elevato il Coro de "Gli Uccelli". L'armonia della melodia amalgherà le parti recitate e quelle cantate creando effetti particolari difficile da tradurre in lettere.

Si ringraziano gli autori dell'articolo e la redazione del il Quotidiano

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